Open Tim

Open Tim

Open Tim, la piattaforma per gli sviluppatori nell’epoca dell’Industry 4.0 Insisto da anni sul concetto di ecosistema dell’innovazione. Nel mio primo libro (Il codice delle invenzioni, Hoepli, 2010) ho dedicato un intero capitolo all’importanza del contesto in cui hanno vissuto i grandi innovatori, da Leonardo da Vinci a Steve Jobs, dal Rinascimento alla Silicon Valley. Oggi, è sempre più evidente che per inventare, implementare e vendere prodotti e servizi innovativi si debba collaborare e utilizzare tutte le risorse già presenti nell’ecosistema e che parole come community, open innovation, piattaforma, stiano diventando strumenti fondamentali per chi vuole lavorare nel futuro, specie in ambito digital e innovazione. Per questo sono felice di segnalarvi un’iniziativa che va in questa direzione e che permette a chiunque voglia fare innovazione nel digitale di lavorare in questo nuovo paradigma: TIM OPEN, la community degli sviluppatori italiani. Una piattaforma dove è possibile confrontarsi sui temi del digitale e sviluppare innovazione. Come le botteghe del rinascimento o i pub della Silicon Valley, TIM OPEN è un luogo ideale dove le startup e gli esperti di nuove tecnologie possono incontrarsi e confrontarsi, utilizzando strumenti innovativi basati sui servizi e le tecnologie di TIM. In particolare su TIM OPEN potrete trovare un fornitissimo store di API con cui sviluppare la vostra APP e tutti gli strumenti per pubblicarla su TIM Digital Store, il marketplace delle soluzioni IT di TIM, dove sono disponibili soluzioni di CRM, di pagamento, per l’e-commerce, per la sicurezza, per il digital marketing, per i professionisti. Per capire meglio di cosa si tratta scopri l’esempio di Tagit, la startup che ha vinto il TIM Open Hackathon....
Cultura e Business: ora!

Cultura e Business: ora!

Se scendessi in politica questo sarebbe il mio manifesto: la cultura come asset per il business. Invece sono un imprenditore e vorrei avere colleghi colti con cui fare business…Ecco il mio articolo per Centodieci! La nostra cultura non va solo celebrata, ma utilizzata nel presente per costruire un futuro...
Autodeterminazione e basta.

Autodeterminazione e basta.

Prima di partire per le vacanze mi hanno chiesto di scrivere un pezzo sull’autoderminazione. Questo tema mi è sempre stato caro e credo ne sia uscito un ottimo pezzo, eccolo: Nel dizionario della lingua italiana alla parola “autodeterminazione” corrisponde una lapidaria definizione: facoltà di operare scelte autonome. Punto. Troppo poco per un concetto così forte. L’autodeterminazione merita più di cinque semplici parole, ecco perché, per sanare questo debito, apro questo articolo con una citazione tratta da una celebre serie televisiva: Lost. Una citazione che nella mia testa trova forti assonanze con la parola “autodeterminazione”. È John Locke a parlare: “Hey, hey, non se ne vada, aspetti, lei non sa con chi ha a che fare. Non dica più che non posso farcela. Questo è destino, questo è il mio destino. Io devo esserci maledizione. Non ditemi che non lo posso fare.” A favore di chi non avesse visto la bellissima serie televisiva ricordo che…continua a leggere su...
Un viaggio vero a Bitonto – Wired

Un viaggio vero a Bitonto – Wired

Bitonto vera ispirazione All’inizio della primavera 2017 sono stato a Bitonto, ospite dell’Accademia Vitale Giordano. Nella città pugliese, oltre a respirare un’atmosfera ricca di scienza e cultura, ho scoperto una bellissima attività del fablab locale e ne ho scritto su Wired…leggi l’articolo. L’automazione incontra la tradizione, l’esempio di Bitonto   Qui altre foto della mia visita al fablab e della “macchina processionale” stampata in 3D da FabLab Bitonto....
La bicicletta come scuola di filosofia

La bicicletta come scuola di filosofia

Il mio ultimo pezzo per Centodieci è una vera e propria dichiarazione d’amore per la bicicletta, non tanto come mezzo di trasporto ma come scuola di un buon vivere. “E poi, di colpo, assumi quella postura, quell’atteggiamento di chi comanda la propria vita, la propria direzione: la gamba si allunga, le spalle si allargano, il petto si gonfia. Tutto funziona meglio.” Continua a leggere qui… Nulla insegna direzione ed equilibrio quanto un giro in...
Designer o Manager?

Designer o Manager?

Ecco il mio ultimo articolo per il Centodieci, il blog di Mediolanum, buona lettura… Per ricostruire una città distrutta chiamereste un manager o un designer? Immaginate di trovarvi in questo scenario apocalittico: siete in piedi in mezzo a una strada della vostra città, intorno a voi tutto è crollato o appare fortemente usurato. Per fortuna sono tutti vivi ma, oltre alle case e ai palazzi, molte delle infrastrutture di mobilità e comunicazione sono inutilizzabili. Non capite cosa sia successo, più che un terremoto sembra che il motore del tempo improvvisamente abbia accelerato e che una spaventosa usura abbia aggredito ogni cosa della vostra società: non funziona più nulla. Vi state ancora guardando intorno quando vi accorgete di avere un telefono in mano, la batteria quasi scarica, potete fare una sola chiamata. Tra i vostri più cari amici avete un affermato designer (un progettista) e un grande manager (amministratore). Chi chiamereste per prendere in mano questa scomoda situazione? Lasciamo sospesa per un attimo questa domanda e iniziamo a tessere un ragionamento che spero…continua a leggere...