PASSIONE PER L’INNOVAZIONE

Mi occupo da 20 anni di diffusione della cultura scientifica, tecnologica e dell’innovazione. Lo faccio nelle aule universitarie, sul web, nei musei, nell’editoria, in radio, in televisione, nelle aziende e nei FabLab. Il mio interesse non è solo tecnico, le mie attività si focalizzano soprattutto sul rapporto uomo/tecnologia, con tutte le ripercussioni sociali e antropologiche che questo rapporto comporta e comporterà.

Nel 2016 ho vinto il “Federico Faggin Innovation Award”.
Dal 2017 sono Ambasciatore dell’AIRC (Associazione Italiano Ricerca sul Cancro).
Guarda il mio TED a Firenze, seguimi su Rai Scuola Memex o su Rai Due Detto Fatto. Vieni a trovarmi nel FabLab che ho fondato e dove lavoro tutti i giorni trasformando la manifattura italiana.

Questi sono i miei ultimi libri: Innovatori! e 4 punto 0, entrambi pubblicati da Hoepli.

NEWS ed EVENTI dal mondo dell’INNOVAZIONE.

 

Cultura e Business: ora!

Se scendessi in politica questo sarebbe il mio manifesto: la cultura come asset per il business. Invece sono un imprenditore e vorrei avere colleghi colti con cui fare business…Ecco il mio articolo per Centodieci! La nostra cultura non va solo celebrata, ma utilizzata nel presente per costruire un futuro...

Autodeterminazione e basta.

Prima di partire per le vacanze mi hanno chiesto di scrivere un pezzo sull’autoderminazione. Questo tema mi è sempre stato caro e credo ne sia uscito un ottimo pezzo, eccolo: Nel dizionario della lingua italiana alla parola “autodeterminazione” corrisponde una lapidaria definizione: facoltà di operare scelte autonome. Punto. Troppo poco per un concetto così forte. L’autodeterminazione merita più di cinque semplici parole, ecco perché, per sanare questo debito, apro questo articolo con una citazione tratta da una celebre serie televisiva: Lost. Una citazione che nella mia testa trova forti assonanze con la parola “autodeterminazione”. È John Locke a parlare: “Hey, hey, non se ne vada, aspetti, lei non sa con chi ha a che fare. Non dica più che non posso farcela. Questo è destino, questo è il mio destino. Io devo esserci maledizione. Non ditemi che non lo posso fare.” A favore di chi non avesse visto la bellissima serie televisiva ricordo che…continua a leggere su...

Le mille lire come social network.

Cosa c’entrano le mille lire con Mark Zuckerberg? Il mio ultimo articolo per Centodieci è una ricerca delle origini sociali dei social network, partendo da un’ipotesi bizzarra: le mille lire come un facebook ante litteram… “Perché non scriviamo più sulle banconote? O forse sarebbe più giusto chiedersi: perché scrivevamo sulle banconote? Forse i più giovani non se lo ricorderanno ma prima dell’arrivo dell’Euro (2002), vi era l’abitudine, piuttosto diffusa, di lasciare messaggi (a penna!) sulla cartamoneta. Le banconote più scarabocchiate erano le mille lire. Stracciatissime mille lire. Prestazioni sessuali a basso prezzo e relativi numeri di telefono. Battute stupide (Scemo chi legge). Ma anche calcoli e liste della spesa. Nomi. Nomi di amori. … … Continua a leggere qui Un tempo scrivevamo sulle banconote: scambiarsi messaggi è un bisogno che la tecnologia ha...

Un viaggio vero a Bitonto – Wired

Bitonto vera ispirazione All’inizio della primavera 2017 sono stato a Bitonto, ospite dell’Accademia Vitale Giordano. Nella città pugliese, oltre a respirare un’atmosfera ricca di scienza e cultura, ho scoperto una bellissima attività del fablab locale e ne ho scritto su Wired…leggi l’articolo. L’automazione incontra la tradizione, l’esempio di Bitonto   Qui altre foto della mia visita al fablab e della “macchina processionale” stampata in 3D da FabLab Bitonto....

La bicicletta come scuola di filosofia

Il mio ultimo pezzo per Centodieci è una vera e propria dichiarazione d’amore per la bicicletta, non tanto come mezzo di trasporto ma come scuola di un buon vivere. “E poi, di colpo, assumi quella postura, quell’atteggiamento di chi comanda la propria vita, la propria direzione: la gamba si allunga, le spalle si allargano, il petto si gonfia. Tutto funziona meglio.” Continua a leggere qui… Nulla insegna direzione ed equilibrio quanto un giro in...

Nuovo smartphone LG G6, che foto!

Se l’Homo Sapiens non fosse animato da spirito d’innovazione, nel 1844 Samuel Morse non avrebbe inaugurato la prima linea telegrafica tra Washington e Baltimora (60 km) per correre più veloce della posta. Così, allo stesso modo, Alexander Graham Bell, solo 30 anni più tardi, nel 1876, non avrebbe brevettato per primo il telefono per superare in comodità il telegrafo. Guidati da questo spirito, da questa eterna competizione, passo dopo passo, siamo arrivati al web negli anni Novanta e poi all’innovazione più importante del XXI secolo, ovvero gli smartphone che, oggi, anno dopo anno, modello dopo modello, si superano per spingerci sempre un passo avanti, verso il futuro. E’ sempre più chiaro che l’innovazione è il vero motore dell’umanità e ogni giorno possiamo scoprirla e promuoverla da protagonisti cambiando e migliorando con essa. Ecco perché sono particolarmente felice di scoprire con voi il nuovo LG G6 e raccontarvi alcune sue caratteristiche davvero innovative. Dopo aver effettuato l’unboxing, quello che mi ha subito colpito, prendendo il mano questo smartphone, sono state le dimensioni del suo schermo in relazione alle dimensioni del telefono stesso: grazie al sistema FullVision (che riduce la cornice al minimo) il G6 permette una buona maneggiabilità, regalando però uno schermo davvero enorme: 5.7 pollici! Come spesso capita quando si scopre un nuovo smartphone, i primi minuti li ho passati a sperimentare la fotocamera. A dire la verità, visto la varietà delle funzioni presenti nel G6, più che qualche minuti ho passato più di un’ora giocando e sperimentando tutte le varie opzioni possibili. Quello che mi ha colpito è stata l’opzione grandangolare che porta il campo visivo fino a...